giovedì 27 dicembre 2007

Petizione: "Non grattiamo i balconi"


Si è aperta di recente una discussione animata sulle conseguenze derivanti da una serie di proposte di soggetti privati tendenti, durante il periodo natalizio e delle festività di fine anno, a ornare i propri balconi con simulacri di Babbo Natale, atti ad arrampicarsi per i suddetti, venendo così a modificare notevolmente l'ambiente e il paesaggio urbano senza che ne sia stato approfonditamente valutato l'impatto complessivo, al di là delle scelte effettuate caso per caso. Anche nelle Norme Urbanistico-Edilizie tali problematiche risultano non trattate, in quanto non previste dagli Estensori e dal Consiglio Comunale all'epoca di approvazione del Piano.

Pertanto, ora appare necessario colmare tale ritardo e le lacune: si propone quindi al Consiglio Comunale di Torino di avviare un percorso di approfondimento che induca l'Amministrazione Comunale a dotarsi di norme efficaci per la tutela dell'ambiente e del paesaggio urbano nella previsione di ornamenti non consoni, anche ai sensi della Convenzione Europea sul Paesaggio, siglata a Firenze nel 2002, del nuovo Testo Unico sulla Tutela dei Beni Culturali approvato nel 2004 e dalla Parte Seconda del Codice dell'Ambiente in materia di V.I.A. e V.A.S. (in vigore dal 31 luglio scorso), da considerare strumenti normativi che possono fornire utili indirizzi anche alla Città di Torino su tematiche sinora non ancora affrontate.

Pertanto, si propone al Consiglio Comunale:

Di impegnarsi a un approfondimento sui temi vasti del paesaggio urbano da parte della Città di Torino con un ruolo propositivo pure con gli Enti sovraordinati, come il Ministero e la Direzione dei Beni Culturali nelle loro articolazioni regionali e con la Regione Piemonte - che sta procedendo a elaborare gli elementi portanti del nuovo Piano Paesaggistico Regionale attraverso la definizione di ambiti significativi, tra i quali figura anche "il Torinese"- e nel frattempo ad adottare i seguenti atti di indirizzo e i seguenti "principi di cautela":

1. che in tutto il territorio comunale non siano consentiti appendimenti atti a imitare la vera, unica e irriproducibile figura di Babbo Natale e/o appendimenti di pupazzi di vario genere che superino l'altezza di cm 100, fatti salvi i limiti più restrittivi già previsti e in vigore per i vari ambiti di trasformazione; che in un ambito più ristretto di salvaguardia paesaggistica, che si colloca nel raggio di 5 km. dalla Mole Antonelliana, e per una profondità di 2 km. dalla sponda sinistra del fiume Po, siano consentite, per tali interventi, altezze massime di cm 80, sempre fatti salvi i limiti più restrittivi vigenti per ambiti sottoposti a tutela architettonica, ambientale e paesaggistica;

2. proteggere i coni visuali costituiti dalle alberate storiche già tutelate con Decreto Ministeriale (come corso Vittorio Emanuele II, corso Giacomo Matteotti, corso Stati Uniti, corso Francia) al fine di tutelare la visione delle vette alpine che circondano Torino - che vanta la definizione di "Città delle Alpi" – e, parimenti, tutelare la visione della Collina Torinese con i suoi edifici storici significativi;

3. la V.I.A. deve pure consentire una valutazione dell'impatto di ogni replica di Babbo Natale sull'intera indiscriminata area circostante, incluse le aree verdi, pubbliche e private, per un raggio circostante comunque non inferiore al doppio dell'altezza prevista, al fine di poter valutare anche l'effetto del "cono d'ombra" sugli spazi e sugli edifici circostanti. Analogamente deve essere studiato l'impatto, considerato per i suoi molteplici aspetti, delle superfici vetrate riflettenti e non, compresi gli effetti sull'avifauna sia stanziale, sia migratoria;

4. ogni replica di Babbo Natale (pubblico o privato) deve, in ogni caso, essere corredato di un appropriato piano di manutenzione che ne dimostri la fattibilità e la sostenibilità nel tempo, anche al fine di verificare i tempi di obsolescenza delle varie tipologie;

5. sulla base di tali indirizzi il Consiglio Comunale impegni l'Amministrazione ad effettuare ogni approfondimento necessario coinvolgendo il Politecnico di Torino, L’Università di Torino e altri autorevoli Istituti di Ricerca, oltre ad ANPA, ARPA e altri Enti titolati, nella comparazione con altre Realtà italiane ed europee che si siano trovate ad affrontare analoghe problematiche.

6. La presente proposta di deliberazione, avente carattere di indirizzo, che rimanda a successivi atti deliberativi, non comporti impegni di spesa e non necessiti di parere di regolarità contabile.



Torino, li 27 dicembre 2007


Per firmare la petizione e avere ulteriori informazioni, visitare:
www.nongrattiamoibalconi.org

martedì 20 novembre 2007

Angolo del profano # 2


Scusate i mesi di silenzio ma il profano, proprio in quanto profano, non si interessa quotidianamente di architettura. L’argomento gli salta all’occhio solo quando c’è qualche questione particolarmente rilevante, ad esempio la costruzione di un grattacielo alto 200 metri nella sua città, avvolto da un turbine di polemiche. E già che, casualmente, ho portato questo esempio, vi dico cosa pensa un profano in una simile e del tutto ipotetica situazione.
Il profano all’inizio era un po’ indeciso, combattuto tra il “fantastico, è un’opportunità enorme per la città”, e un più conservativo “una struttura di quel tipo è sovradimensionata per Torino, la rovina”. Poi, dopo aver chiesto consulenza all’architetto di fiducia (il Daed), ed aver sentito le sue logiche e limpide argomentazioni, il profano si è deciso ed è passato dalla parte del grattacielo. Però gli è rimasta una curiosità, che forse è un po’ fare l’avvocato del diavolo, ma tant’è.
Il dubbio è questo: fermo restando che sostengo il grattacielo, forse il mare di polemiche che si è scatenato indica che si è sbagliato qualcosa nella comunicazione al pubblico… Eppure per progetti di tale portata la comunicazione è certamente un aspetto fondamentale, chi ha tali esperienza, prestigio e talento dovrebbe esserne ben conscio… com’è possibile che non abbia fatto qualcosa di più e di meglio per presentare la sua opera e permettere alla gente, tra cui io, di prendere confidenza con essa?
Mi rendo conto che il profano che si permette di criticare uno dei massimi architetti del nostro tempo è un po’ troppo, perciò, come al solito, rimango in profana attesa di eventuali e graditissimi chiarimenti da parte vostra.

giovedì 15 novembre 2007

_Torino mon amour_

E' con somma gioia che copio e incollo:
15.11.2007 - “Questa è la città più calda d’Europa”
Torino, che sorpresa. Città del desiderio, dove tutto scintilla e si muove, dove tutto nasce e tutto si decide. La Ville Lumière italiana. Addirittura. «The hottest place in Europe», la città europea del momento, per dirla con un eufemismo. Se non fosse che a pensarlo sono i giornalisti delle principali testate mondiali, in visita in questi giorni per scoprire il nostro «sistema arte», si penserebbe a uno scherzo. Eppure è proprio così. L’entusiasmo della newyorchese Miriam Murphy, redattrice per Time fa da apripista alle sequela di elogi: «Torino sarà la prossima destinazione degli americani - assicura -, quelli che fino ad ora conoscevano solo Roma e Venezia, ma che presto capiranno quanto questa città sia più vivace, in trasformazione. Diventerà come Barcellona, il posto più “hot” dell’Europa». Perfino il serissimo Florian Eder, del The Finacial Times Germania, dopo un’analisi economica - «deformazione professionale» - che lega alla rinascita della Fiat una spinta propulsiva che investe un po’ tutti gli ambiti, si abbandona all’analisi affettiva: «Bella, affascinante, serena ma mai noiosa, una città borghese nel senso migliore del termine, che trasmette ancora lo spirito del Risorgimento italiano». Oltre alla vivacità dell’arte, la ricchezza della Fondazione Sandretto, della Pinacoteca Agnelli e di Artissima, le star che mettono d’accordo tutti sono le Luci d’Artista. Il Monte dei Cappuccini vestito di luce blu ha lasciato il segno: «Meraviglioso, uno spettacolo incredibile, insieme ai lampioni di piazza Vittorio la degna cornice di una città che si modella attorno all’arte contemporanea». Parola di Sarah Delaney, del Washington Post, colpita anche da piazza San Carlo e da tutti quei chilometri di «portici, che mantengono il vecchio stile, i caffè storici e i favolosi negozi di via Roma. Per non parlare del Museo del Cinema alla Mole Antonelliana: stupendo». Il palato della stampa straniera si ricorderà a lungo del cioccolato di Gobino e del bollito assaggiato al Cambio: «E cosa dire di Eataly? Non esiste niente di simile altrove - dice Jennifer Grego, The Financial Times - così come è difficile trovare una città così vivace e, allo stesso tempo, piacevole e riposante, senza traffico e masse di persone ovunque: ci dà un’immagine dell’Italia cortese, d’inizio secolo, che tutti avevano ormai dimenticato». Se non puntualizzassero con enfasi che di Torino si sta parlando, sarebbe difficile non pensare a qualche altro posto: «Macché - protesta Frances Kennedy della Bbc Radio - è solo che questa città è irriconoscibile». La cronista neozelandese scoprì la Mole vent’anni fa, e non ebbe un’impressione così positiva. «Ora è fantastica, accogliente, in forma smagliante, anche se certo noi la vediamo da un punto privilegiato». Il punto privilegiato è il viaggio voluto dal Comune e curato da Mailander: «Non vedo l’ora di venirci come turista». Gli aggettivi usati da Richard Heuze, Le Figaro, vanno dallo «strepitoso» al «meraviglioso». Li usa per raccontare quella città conosciuta nel 1980, quando seguì per il giornale francese la Marcia dei Quarantamila: «I Giochi Olimpici hanno dato il via alla rinascita, una cura di giovinezza eccezionale, il rinnovamento simboleggiato dal magnifico arco di Camerana e dall’offerta artistica. L’intensa creatività contemporanea è l’indizio di quello che sta accadendo. Torino è ormai proiettata in avanti». Courtney Walsh ha seguito per Fox News tutte le Olimpiadi, ma giura che la città è ancora meglio adesso: «Sono stregata dall’energia che si respira, dinamica e giovane, piena di promesse». Neanche un difetto? «Mi sembra ci siano ancora differenze di classe e di razza, tra immigrati e torinesi. Ma per l’integrazione ci vuole tempo».

Monica Perosino, La Stampa

Via: Torino Intenazionale

lunedì 12 novembre 2007

Pensiamoci bene

L’occasione è unica ed irripetibile, ed il verdetto non è ancora stato annunciato. E’ il momento delle riflessioni: pensiamoci bene.

Pochi progetti, una volta completato l’ampliamento del Museo delle Antichità Egizie di Torino, potranno vantarsi di rappresentare in maniera altrettanto poderosa e comunicativa il grande valore che il Capoluogo Piemontese conferisce oggi alla propria cultura museale.

Già secondo al mondo per dimensione, per il Museo sito all’interno del Collegio dei Nobili si è finalmente presentata l’occasione di espandere la propria superficie espositiva grazie alla possibilità di occupare gli ultimi due piani dell’elegante palazzo seicentesco di via Accademia delle Scienze, attualmente occupati dalla Galleria Sabauda. L’edificio del Guarini diverrà così l’unico museo al mondo, se si esclude il “papà” del Cairo, esclusivamente dedicato alle Antichità Egizie.

Quello dell’ampliamento del Museo Egizio è dunque un intervento cruciale all’interno del sistema museale torinese, dato che più di altri questo museo possiederà, una volta completato, una valenza ed un richiamo internazionali, divenendo meta turistica obbligata, biglietto da visita e primo rappresentante dello sforzo culturale che il capoluogo piemontese sta compiendo in questi anni.

Un tale museo non potrà che essere un luogo spazialmente ed emozionalmente simbolico, non solo dotato di tutti i servizi tipici dei grandi musei, ma soprattutto capace di suggerire, con interventi ispirati, il delicato e splendido equilibrio tra una collezione di reperti invidiabile ed un edificio-contenitore storico d’eccezione, le cui specifiche qualità dovranno esser sottolineate con interventi che, pur non offuscando l’aggraziata solidità barocca del Collegio dei Nobili, vibrino di quell’aria internazionale che siamo soliti respirare, con silenzioso stupore, nei fortunati episodi dell’architettura dei grandi maestri contemporanei.

Nel commentare la vittoria sul filo di lana di Aimaro Isola sul raggruppamento capeggiato dal giapponese Arata Isozaki (per un solo punto l’architetto piemontese ha avuto la meglio sull’autore del palahockey Olimpico), finora poche parole si sono spese per analizzare le caratteristiche tecniche delle due proposte progettuali, concentrando invece l’attenzione sul dato prettamente economico. Le più che esaurienti analisi sul ribasso (del 52% rispetto al budget) proposto da Isola, e di quello proposto da Isozaki (inferiore circa del 20%), non prendono in considerazione dati estremamente importanti: si parla di quanto si spenderà ma non di cosa si farà, di come sarà fatto, di chi lo farà. Se si prendessero in esame solamente le graduatorie tecniche (basate su una nota metodologica esplicativa dell’approccio progettuale, e sul curriculum vitae degli architetti partecipanti) infatti, il risultato finale sarebbe completamente rovesciato, conferendo il primo posto all’architetto del palahockey, il secondo all’inglese Rick Mather, e solamente la medaglia di bronzo al vincitore Isola. Dunque, un progetto meno convincente, realizzato da professionisti meno blasonati. Ma meno caro.

Nel prendere la decisione finale sull’aggiudicazione della gara per il futuro Museo delle Antichità Egizie di Torino, mi auguro che la commissione prenda in considerazione molto più di quello di cui si è discusso fino ad oggi. Mi auguro che venga fatta una scelta responsabile: cosciente del significato che tale intervento avrà per la città di Torino, cosciente del fatto che una simile occasione non si ripeterà mai più, cosciente della nuova immagine secondo cui la città si sta plasmando, dei nuovi obiettivi che si sta ponendo, del momento di ampio respiro progettuale che sta vivendo. Mi auguro in fin dei conti che non sia un database a decidere del futuro del secondo Museo Egizio al mondo.

Pensiamoci bene. Pensateci bene.

sabato 1 settembre 2007

_ E io che credevo che "atipico" fosse qualcosa di inconsueto! _

Incollo da Garzanti Linguistica:
Atipico: agg. [pl. m. -ci] non tipico; che non presenta i caratteri propri del tipo consueto, normale: polmonite atipica; titoli atipici | privo di una fisionomia precisa.

Quindi, se ben interpreto questa definizione, i lavoratori atipici dovrebbero rappresentare una minoranza.

Adesso sono confusa.

Forse è una mia sensazione ma io, di quelli che dovrebbero essere lavoratori "tipici", ne conosco davvero pochi. La maggior parte delle persone che frequento (tra i 20 e i 40 anni, intendo) si barcamena in situazioni più o meno definite, in cui l'unica cosa davvero chiara è che le richieste sono molte e le garanzie davvero poche.

Poichè la questione mi tocca molto da vicino, questa estate ho cercato di farmi un'idea sui tipi di contratti possibili, sulle forme previdenziali, sulle modalità di ... vabbé, chiamiamola COLLABORAZIONE...

Il risultato è che, come direbbe Camilleri, "sono più confusa che persuasa". Di fronte a termini come flessibilità, precariato,tempo determinato, collaborazione occasionale, contratto A TERMINE,... mi viene in mente quella bellissima poesia di Ungaretti, Soldati (Si sta come\d'autunno\sugli alberi\le foglie), anche se mi rendo conto che qualcuno potrebbe considerare il paragone un po' eccessivo se non addirittura offensivo. Me ne scuso.

Ad ogni modo, vorrei segnalare alcuni siti che mi hanno aiutata a capire qualcosa di più sul tema perché, se è vero che è molto difficile modificare lo stato delle cose, possiamo almeno cercare di informarci per capire meglio che cosa ci stanno proponendo e a che cosa andiamo incontro. So perfettamente che i commenti a quello che sto dicendo potrebbero essere un tantino... astiosi, perchè molte persone, a causa dell'attuale congiuntura occupazionale si trovano a portare avanti situazioni paradossali (a questo proposito consiglio la lettura di Aldo Nove, Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese..., Einaudi, 2006. Agghiacciante!)

Tuttavia vorrei cercare, per quanto mi è possibile, di astenermi da giudizi di valore e tentare di fornire semplicemente delle informazioni ai giovani lavoratori in genere e, più nello specifico, agli architetti.

Senza esitare oltre:

Atipici e Atipiche in rete è un sito molto chiaro in cui i vari tipi di contratti sono spiegati in dettaglio, così come le informazioni riguardanti l'apertura e gestione della famigerata Partita IVA.

Sempre a proposito dei diversi tipi di contratti e collaborazioni, vedere anche rassegna.it e Alai Cisl-Associazione Lavoratori Atipici e Interinali.

E la previdenza? Sul sito di Inarcassa, c'è quasi tutto quello che c'è da sapere per coloro che sono iscritti all'albo.

Questo è quanto, per ora.

Buona lettura!

giovedì 30 agosto 2007

_Ciclabilità postdatata_

Questo post avrei voluto/dovuto scriverlo tre mesi fa, subito dopo aver partecipato, per motivi "professionali" alla conferenza Savoy Greenways presso il centro Torino Incontra.

Il tema portante era un progetto volto a sviluppare la ciclabilità a Torino e in provincia grazie al potenziamento della rete di piste ciclabili, soprattutto in prossimità delle residenze sabaude. Una sorta di bike-sharing dedicato principalmente ai turisti.
Nel corso della giornata, altri relatori hanno presentato i loro prodotti e i loro servizi, alcuni dei quali decisamente interessanti. Il tema del bike-sharing è di grande attualità, basti pensare al progetto del comune di Parigi, il pubblicizzatissimo Vélib di cui ha parlato tempo fa anche Marco Calvani su AiP (qui e qui).
Per non tediarvi, vi segnalerò molto velocemte alcuni tra gli interventi che, secondo me, sono stati più interessanti:

Bicincittà è un progetto interessante che si propone di diffondere il bike-sharing in Italia, paese notoriamente un po' più restio ad abbandonare le quattro ruote. Quindi non solo uso turistico, ma anche un servizio per i residenti, che possono sfruttare la bici per brevi tragitti, parcheggiandola poi comodamente nelle apposite stazioni attrezzate. Sono già molte le città italiane che hanno aderito all'iniziativa e, per ovvi motivi, mi auguro che siano sempre di più quelle che aderiranno in futuro. Consiglio la visione del sito!

Biceberg è un ardito (e forse un po' costoso) sistema di parcheggio interrato per biciclette. Con un gioco di parole tra i termini Bici e Iceberg, i promotori del progetto propongono una sorta di silos automatizzato con piccoli garage a tenuta stagna, all'interno dei quali alloggiare la propria bicicletta oltre ad altri effetti personali come borse o zaini, al riparo dalle intemperie e a prova di ladro! Cool, no?
Per ora mi fermo qui, sperando di poter al più presto sostituire il mio inquinante veicolo a quattro ruote con una economica-ecologica-dimagrante dueruote!

giovedì 26 luglio 2007

Sotto il Sole in perizoma

L'estate - tradizionalmente - è il momento del libro sotto l'ombrellone.
Però vi prego: basta Sudoku! Ritorniamo alle care e vecchie "parole incrociate" fatte tutt'insieme...
Anzi, mi vorrei sbilanciare consigliando agli architetti di leggersi "Progetto grafico", ed. AIAP, è uscito da pochissimo il n.10.
Ai grafici di comprarsi "Verb: architecture boogazine", ed. Actar. Ogni numero è una ricca sorpresa, tutti sono irrinunciabili.
Consiglio ai designer, che sicuramente in spiaggia si porteranno il portatile con collegamento wireless, due siti: We make money not art e Neural. Magari possono essere un buon "riscaldamento" in vista di una gita a Venezia per la Biennale d'Arte.

In genere auguro una buona lettura
anche, ma non solo, spensierata.

Auguro, a chi le fa, buone vacanze.
A tutti, di rigenerarsi.
In qualsiasi modo.

lunedì 16 luglio 2007

_ Sotto il sole dell'Arizona _

Ragazzi, quante cose da raccontare, da scrivere, da segnalare. Il tempo, purtroppo, ha scarseggiato un po' ultimamente. Ma presto sarò a casa per un po', quindi scriverò moltissimo, contenti? :-)
E a proposito di lavoro, eccovi una segnalazione. E'... impegnativa, ma mi sembra molto molto interessante:
  • Paolo Soleri ed un nutrito gruppo di volontari organizzano dei Workshop di 4 settimane in Arizona, presso Arcosanti. Lo scopo del Workshop è di misurarsi con il concetto di Arcologia (Architettura+Ecologia) di cui Soleri è ideatore e promotore. Inutile dire altro, quando tutto è perfettamente spiegato in questa pagina, in italiano per di più!
  • Un'altra segnalazione di carattere didattico. Forse è un po' tardi, ma magari a qualcuno può ancora interessare: "Do you speak architecture?", corsi di inglese specifici per architetti. Una settimana a Londra, un corso di inglese intensivo, la visita ai più conosciuti esempi di architettura contemporanea londinese. Se non avete ancora prenotato le vacanze, potete scaricare qui l'application form.
Adesso fuggo, ma prometto aggiornamenti un po' più frequenti. E prometto anche un po' di restyling del blog, ma questo sarà soprattutto merito di AndreaZ.
Buona serata a tutti!

mercoledì 20 giugno 2007

link

Segnalazione veloce in un periodo burrascoso in cui anche scrivere due righe è uno scoglio insormontabile:
Su Archibase sono disponibili centinaia di modelli 3D di arredi, piante, veicoli, oltre a librerie di textures e simboli 2D. E sono tutti scaricabili gratuitamente! (per la segnalazione ringrazio Pablo, che non scrive mai nulla ma dispensa ottimi consigli!)
Per le textures, invece consiglio sempre l'ottimo Mayang, che permette di scaricare gratutitamente fino a 20 immagini al giorno!

E poi... ehm, non vorrei essere petulante, ma mancano pochi giorni alla fine della prima fase dell'ArchiVista Contest! Se qualcuno volesse partecipare, è ancora in tempo!

domenica 3 giugno 2007

- 1° ArchiVista Contest -

L'ArchiVista ha quasi due mesi, molti autori (più o meno attivi) e una veste grafica ancora troppo provvisoria. La colpa è mia, che perchè ho pensato che ci volesse più tempo a farlo partire. Invece, con mia somma gioia, il dibattito è decollato in fretta, tanto da non darmi nemmeno il tempo di creare un vestitino ad-hoc per il blog. Per cui è necessario ufficializzare!

L'ARCHIVISTA HA BISOGNO DI UNA IDENTITA'!
Per questo prende oggi il via il
- I° ArchiVista Contest
-

BANDO
- Obiettivi: Il contest ha come scopo la creazione di un'identità visiva unitaria e coordinata per il blog "l'ArchiVista", che lo renda facilmente riconoscibile e ne fornisca un'immagine accattivante. A questo scopo si invitano i partecipanti a realizzare un logo e/o un avatar ed eventualmente a formulare proposte riguardanti l'impostazione grafica del blog, con particolare riferimento alla scelta dei colori.
- Partecipanti: il concorso è aperto a chiunque desideri prendervi parte, nell'ottica di una progettazione partecipata. Mi riesce difficile pensare che qualcun'altro, oltre agli autori del blog, possa avere interesse a partecipare, ma se così fosse, sarebbe davvero interessante!!
- Prima Fase: è la fase di elaborazione delle proposte. Il logo dovrà contenere il testo "L'ArchiVista" e, facoltativamente, il sottotitolo "punti di vista sull'architettura". Si potranno poi inserire - a discrezione dei partecipanti - immagini e simboli. Data l'impossibilità attuale di modificare il template del blog, se non nei colori, il logo dovrà avere un'altezza massima di 120-130 pixel ed una larghezza non superiore ai 700 pixel. L'avatar, che potrà essere un semplice simbolo o un acronimo, dovrà invece essere di dimensioni inferiori o uguali a 150x150 pixel. Si raccomanda di utilizzare solo colori web e si fa presente che, attualmente, la banda di intestazione è di colore "#ffcc66". I partecipanti potranno adeguarsi a questo colore per il contorno del logo o proporre un nuovo colore. Tenendo presente che l'editor di blogspot consente l'uso di un limitato numero di colori, si consiglia di prevedere una cornice nera, bianca o grigia. Si modificherà di conseguenza la barra di intestazione, per permettere di inserire il logo senza soluzione di continuità.
Le proposte (o eventuali richieste di chiarimento) potranno essere inviate all'indirizzo mail archi_vista@hotmail.it.
- Seconda Fase: tutte le proposte pervenute verranno pubblicate sul blog e messe ai voti. Chiunque visiti il blog potrà esprimere la propria preferenza.
- Tempi:
per quanto spiacevole, è necessario porre delle scadenze. Il termine ultimo per la presentazione degli elaborati è quindi stabilito per il 30/06/2007. I partecipanti avranno circa un mese per formulare le proprie proposte. Nelle successive due settimane (entro il 15/07/2007) tutte le proposte verranno pubblicate e votate. A partire dal 20/07/2007 la proposta che risulterà vincitrice verrà messa on-line.
- Premi: la proposta vincitrice, oltre ad essere acclamata dalla folla, avrà l'onore e l'onere di costituire l'identità del blog. E non è mica poco ;-)

That's all, Folks! Enjoy the contest!

P.S.: adesso, scherzi a parte, ho voluto dare un'ufficialità al contest per nascondere la terribile paura che non partecipi nessuno! Vi prego, smentitemi, altrimenti mi toccherà farlo io, questo logo. E, oltre ad essere meno democratico, io non sono mai stata molto brava con i loghi...
Ah, potrebbe essere anche una buona occasione per "scendere in campo" per tutti coloro che si sono registrati come autori e non hanno ancora scritto nulla (vero Ty, Ago, Fra e tutti gli altri?!).
Grazie a tutti per l'attenzione, attendo fiduciosa :-D