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lunedì 28 maggio 2007

Dynamicarchitecture

Brevissima segnalazione in tema di sostenibiltà.

L'idea non è nuova. Da tempo esistono ristoranti prestigiosi collocati all'ultimo piano di noti grattacieli, la cui particolarità è proprio quella di offrire al cliente la vista di scenari continuamente mutevoli grazie alla piattaforma rotante su cui poggiano.

Il principio del progetto che vi segnalo è lo stesso ma alla funzione estetica è stata aggiunta quella energetica: sfruttando il vento, tutto l'edificio, cosituito da elementi dinamici produce energia.

Non male direi, perchè, se funziona, oltre a promuovere sostenibilità ambientale, dà forma ad un'architettura cangiante e mutevole.


giovedì 17 maggio 2007

Nel frattempo in Olanda...

Mentre Foster ad Abu Dhabi fantastica su intere città sostenibili, nella (forse poco) ridente cittadina olandese di Enschede, lo studio 2012 Architecten (www.2012architecten.nl) tenta un "esperimento" singolare: progettare un'abitazione che possa essere costruita utilizzando il 50% di materiali riciclati, anzi, ad essere precisi: materiali riutilizzati!

La cosa divertente? Che come capita spesso in Olanda, si parte da un concept e ora lo stanno realizzando veramente.
La cosa ancora più divertente? Che pare che alla fine le aspettative siano persino state superate: i materiali riutilizzati potrebbero raggiungere il 70% del totale.

L'impressione che mi rimane è la solita: ritengo sia più utile un piccolo esperimento messo in pratica, piuttosto che un progetto che rischia di rimanere solo sulla carta tanto è mastodontico.
Almeno nella pratica ti confronti con la realtà delle cose. Si verifica cosa succede, ad esempio, ad una casa come questa tra cinque, dieci anni. Con qualcuno che la abita e la usa realmente.
E se anche cadesse a pezzi tra due anni, pace! Avremmo capito che la strada per sostenbilità è un'altra...

Altro su:
Superuse (in inglese)
Villa Welpeloo (in olandese, le foto spiegano bene ma se c'è qualcuno che sa tradurre per gli altri...)

martedì 15 maggio 2007

Emirati nati #2

Foster + Partners
are proud to present:
Zero-Carbon City


Ancora Mr. Foster. Ancora Abu Dhabi. Ancora un mastodontico piano di urbanizzazione. Ancora grattacieli, vetro e acciaio.

E allora dov'è la novità? La novità sta nella SOSTENIBILITA'. Su un'area di 6 milioni di metri quadri il progetto, che prende il nome di Masder Initiative, si propone la continuità con l'identità urbana (??) di Abu Dhabi ma anche la proposta di un futuro sostenibile. In parole povere - ma molto più difficile a farsi che a dirsi - Foster vuole realizzare una città priva di emissioni di carbonio e priva di rifiuti! Fantascienza? Parrebbe di no. All'interno dell'area sorgerà anche l'Abu Dhabi Future Energy Company, centro di sviluppo per nuove idee sulla produzione di energia, oltre che promotrice dell'iniziativa.
Per dirla con Foster: "Masdar promises to set new benchmarks for the sustainable city of the future". Le ambizioni ambientaliste della Masdar Initiative sono in effetti una prima mondiale, sulla falsariga della crescente preoccupazione per il riscaldamento globale.
Uno dei punti di forza della città, oltre ad un uso massiccio del fotovoltaico per il sostentamento energetico, è l'eliminazione delle automobili. Per fare questo bisogna incoraggiare e rendere possibili gli spostamenti pedonali, grazie ad un pedestrian friendly environment (viali stretti ed ombreggiati per ripararsi dalle alte temperature, distanze massime di 200 metri tra un qualunque punto della città ed i più vicini trasporti pubblici).

Tutto molto bello.
Mi rimane solo una sgradevole sensazione: non è che si tratta di una ottima trovata pubblicitaria? O peggio, di una tendenza modaiola, del tipo: "quest'anno va il riscaldamento globale, bisogna che ci si adegui!!"
Voglio comunque fidarmi ed inserirlo nella categoria "S.O.S.tenibilità", sperando di non dovermi ricredere.
Ah, un'altra domanda: prima o poi, per poter lavorare, ci dovremo andare tutti a fare almeno un mega attico a Dubai, vero?!

Fonti:

sabato 12 maggio 2007

S.O.S.tenibilità!

Il tema della sostenibilità ultimamente un po' mi ossessiona. Ci penso molto spesso, forse spinta da un amore crescente per l'ambiente, o piuttosto dalla preoccupazione di non essere in grado di preservare il nostro pianeta e le sue risorse ad un livello almeno accettabile per le generazioni future. E forse è il maledetto orologio biologico a farmi parlare di generazioni future! Ma non voglio innescare discussioni lunghe e soprattutto poco pertinenti. Quel che conta è che sto riflettendo molto sulla necessità di una crescita sostenibile. E credo che al giorno d'oggi, per un architetto, puntare alla sostenibilità non dovrebbe più essere un'opzione, ma un diktat, che scaturisce da necessità pressanti, da situazioni di emergenza addirittura. Non bisognerebbe mai dimenticare che noi, in quanto progettisti (a scale e livelli diversi) dovremmo farci interpreti di una linea di condotta più corretta, che in qualche modo possa fornire delle linee guida e un'ispirazione a coloro che magari non si occupano direttamente di sostenibilità, ma che vivono quotidianamente le "nostre" architetture. Questo discorso può sembrare forse presuntuso. Può dare l'impressione che io veda l'architetto come un demiurgo, come colui che plasma la realtà a propria immagine, educando attraverso essa i non-architetti. In verità io non sono presuntuosa fino a questo punto, ma non riesco proprio a togliermi dalla testa che il nostro non è il lavoro di chi "è bravo a disegnare", ma è il mestiere di coloro che (almeno nelle intenzioni) dovrebbero voler contribuire ad un miglioramento delle condizioni di vita su scala sociale. Questo miglioramento non deve essere solo di natura estetica -lo dico anche a tanti architetti, ahimé- sebbene a qualcuno di noi piaccia autodefinirsi Cultore e Divulgatore del Bello.
Fine del pistolotto. Che in verità avrebbe voluto essere solo un'introduzione (logorrea cronica, la mia). La vera notizia è questa:
La settimana dal 5 al 9 giugno è la "Settimana dell'Edilizia Sostenibile". In questa occasione, la nostra bellissima Torino (ed in particolare il centro congressi Lingotto) ospiterà la quarta edizione di Eco-efficency Biennal.
L'evento è organizzato da Empirica Progetti e da Environment Park. Oltre alle tre conferenze internazionali (Riuso Sostenibile del Patrimonio Edilizio, Bio-Edilizia Italia e Suistanable Building South Europe), dieci sessioni parallele svilupperanno temi specifici. E' prevista anche la proiezione del film-documentario di Al Gore An Incovenient Truth (premio oscar) e di Nanook of the North (1922).