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martedì 15 maggio 2007

Emirati nati #2

Foster + Partners
are proud to present:
Zero-Carbon City


Ancora Mr. Foster. Ancora Abu Dhabi. Ancora un mastodontico piano di urbanizzazione. Ancora grattacieli, vetro e acciaio.

E allora dov'è la novità? La novità sta nella SOSTENIBILITA'. Su un'area di 6 milioni di metri quadri il progetto, che prende il nome di Masder Initiative, si propone la continuità con l'identità urbana (??) di Abu Dhabi ma anche la proposta di un futuro sostenibile. In parole povere - ma molto più difficile a farsi che a dirsi - Foster vuole realizzare una città priva di emissioni di carbonio e priva di rifiuti! Fantascienza? Parrebbe di no. All'interno dell'area sorgerà anche l'Abu Dhabi Future Energy Company, centro di sviluppo per nuove idee sulla produzione di energia, oltre che promotrice dell'iniziativa.
Per dirla con Foster: "Masdar promises to set new benchmarks for the sustainable city of the future". Le ambizioni ambientaliste della Masdar Initiative sono in effetti una prima mondiale, sulla falsariga della crescente preoccupazione per il riscaldamento globale.
Uno dei punti di forza della città, oltre ad un uso massiccio del fotovoltaico per il sostentamento energetico, è l'eliminazione delle automobili. Per fare questo bisogna incoraggiare e rendere possibili gli spostamenti pedonali, grazie ad un pedestrian friendly environment (viali stretti ed ombreggiati per ripararsi dalle alte temperature, distanze massime di 200 metri tra un qualunque punto della città ed i più vicini trasporti pubblici).

Tutto molto bello.
Mi rimane solo una sgradevole sensazione: non è che si tratta di una ottima trovata pubblicitaria? O peggio, di una tendenza modaiola, del tipo: "quest'anno va il riscaldamento globale, bisogna che ci si adegui!!"
Voglio comunque fidarmi ed inserirlo nella categoria "S.O.S.tenibilità", sperando di non dovermi ricredere.
Ah, un'altra domanda: prima o poi, per poter lavorare, ci dovremo andare tutti a fare almeno un mega attico a Dubai, vero?!

Fonti:

lunedì 7 maggio 2007

Emirati Nati

Dopo Serrenia, il progetto firmato da Norman Foster per un polo del lusso made-in-Egypt (per vedere un promo un po'inquietante cliccate QUI) è ora la volta di Abu Dahbi, Emirati Arabi. Solo che in questo caso l'obiettivo è ancora più ambizioso: un polo del lusso con fini CULTURALI! Sull'isola naturale - incredibile, ne esistono ancora!- di Saadiyat è prevista, per il 2018 la realizzazione di 4 musei ed un centro delle Arti Sceniche, oltre a complessi di residenze atti ad ospitare 150 mila persone, una trentina di hotel (tra cui il solito 7 stelle), marine, circoli di golf e le solite cosucce. Il complesso è stato presentato come il più grande progetto culturale di tutti i tempi. I nomi sono altisonanti. In attesa del concorso che designerà il progettista del Museo di Storia degli Emirati, sono stati recentemente presentati 4 grandi progetti, corrispondenti ad altrettanti grandi nomi dell'architettura:
- Tadao Ando realizzerà il Museo del Mare;
- Frank O. Gehry si occuperà del Guggenheim, per la cronaca il più grande al mondo;
- a Jean Nouvel è toccato il Louvre Abu Dhabi. Si tratterà di una marina con cupola perforata
- mentre Zaha Hadid si è aggiudicata il Centro delle Arti Sceniche, comprendente 5 teatri adibiti a diverse funzioni.
Per la modica spesa complessiva di 27 MILIARDI di dollari distribuiti su 20 anni!

Fonti:
- Architecture Intérieure Crée, n. 330, marzo/aprile 2007
- Plataforma Arquitectura
- Dezeen - Design Magazine
- Saadiyat official site