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martedì 20 novembre 2007

Angolo del profano # 2


Scusate i mesi di silenzio ma il profano, proprio in quanto profano, non si interessa quotidianamente di architettura. L’argomento gli salta all’occhio solo quando c’è qualche questione particolarmente rilevante, ad esempio la costruzione di un grattacielo alto 200 metri nella sua città, avvolto da un turbine di polemiche. E già che, casualmente, ho portato questo esempio, vi dico cosa pensa un profano in una simile e del tutto ipotetica situazione.
Il profano all’inizio era un po’ indeciso, combattuto tra il “fantastico, è un’opportunità enorme per la città”, e un più conservativo “una struttura di quel tipo è sovradimensionata per Torino, la rovina”. Poi, dopo aver chiesto consulenza all’architetto di fiducia (il Daed), ed aver sentito le sue logiche e limpide argomentazioni, il profano si è deciso ed è passato dalla parte del grattacielo. Però gli è rimasta una curiosità, che forse è un po’ fare l’avvocato del diavolo, ma tant’è.
Il dubbio è questo: fermo restando che sostengo il grattacielo, forse il mare di polemiche che si è scatenato indica che si è sbagliato qualcosa nella comunicazione al pubblico… Eppure per progetti di tale portata la comunicazione è certamente un aspetto fondamentale, chi ha tali esperienza, prestigio e talento dovrebbe esserne ben conscio… com’è possibile che non abbia fatto qualcosa di più e di meglio per presentare la sua opera e permettere alla gente, tra cui io, di prendere confidenza con essa?
Mi rendo conto che il profano che si permette di criticare uno dei massimi architetti del nostro tempo è un po’ troppo, perciò, come al solito, rimango in profana attesa di eventuali e graditissimi chiarimenti da parte vostra.

giovedì 3 maggio 2007

L'angolo del profano #1

Prima di tutto è necessaria qualche parola sul mio (piccolo) ruolo in questo blog.
Infatti non ho una laurea in architettura, né particolari conoscenze o interessi al riguardo, e in materia posso essere definito come il classico uomo comune. Con “L’angolo del profano” vi segnalerò quello che di volta in volta passa per la testa di un normale cittadino-lavoratore-turista riguardo all’architettura (e spero mi perdonerete il linguaggio non tecnico). Considerato che per il vostro lavoro è fondamentale valutare le esigenze e i pensieri delle persone che avranno a che fare con le strutture che progettate, penso vi possa essere utile.

Finita la premessa, vi chiederei di togliermi la prima curiosità profana.
Come forse saprete, ho una casa in montagna e per lavoro viaggio quasi ogni giorno per i paesi e le piccole cittadine del Piemonte. Vedendo i vari Ciriè, Rivarolo, Castelnuovo, Oulx, Borgaro, Alba, San Damiano, Bagnolo, Fossano ecc… la mia impressione è che l’architettura nei piccoli centri sia davvero limitata. Non pretendo di trovare dei capolavori, ma vedere un edificio interessante, particolare, innovativo, brutto o bello che sia, è molto raro. Per carità, qualcosa c’è, ma tolta una banca di qua e un municipio di là, per la stragrande maggioranza gli edifici dei piccoli centri sono semplicemente normali, bruttini e costruiti al risparmio.

Da cui le domande: ma lo sviluppo dell’architettura è esclusivamente legato alle grandi città? Che cos'è oggi l'architettura nei piccoli centi? Non mi stupisce che le città primeggino, mi colpisce quanto sia grande e schiacciante il divario...