Il profano all’inizio era un po’ indeciso, combattuto tra il “fantastico, è un’opportunità enorme per la città”, e un più conservativo “una struttura di quel tipo è sovradimensionata per Torino, la rovina”. Poi, dopo aver chiesto consulenza all’architetto di fiducia (il Daed), ed aver sentito le sue logiche e limpide argomentazioni, il profano si è deciso ed è passato dalla parte del grattacielo. Però gli è rimasta una curiosità, che forse è un po’ fare l’avvocato del diavolo, ma tant’è.
Il dubbio è questo: fermo restando che sostengo il grattacielo, forse il mare di polemiche che si è scatenato indica che si è sbagliato qualcosa nella comunicazione al pubblico… Eppure per progetti di tale portata la comunicazione è certamente un aspetto fondamentale, chi ha tali esperienza, prestigio e talento dovrebbe esserne ben conscio… com’è possibile che non abbia fatto qualcosa di più e di meglio per presentare la sua opera e permettere alla gente, tra cui io, di prendere confidenza con essa?
Mi rendo conto che il profano che si permette di criticare uno dei massimi architetti del nostro tempo è un po’ troppo, perciò, come al solito, rimango in profana attesa di eventuali e graditissimi chiarimenti da parte vostra.
